PAROLE “MURO” E PAROLE “PONTE”

pubblicato 14 nov 2019, 21:49 da Eva Lenardon

9 novembre 1989: cade il muro di Berlino. Cambia la storia, ma non è soltanto la storia a cambiare! Cambia una nazione, cambia l’Europa intera, cambia il mondo! Quei picconi che hanno divelto il muro resteranno impressi nella mente e nel cuore di generazioni di persone. Qualcuno ha voluto dire: “BASTA!” Basta alla diversità, alla disuguaglianza, alle barriere non solo materiali, ma anche invisibili e interne ad ogni ideologia di segregazione e discriminazione. Le notizie volano, i notiziari impazzano e l’evento fa presa e viene ricordato da tutti come simbolo di cambiamento e di speranza.

Noi, in cuor nostro e nel nostro piccolo, abbiamo voluto ricordare questo importante “Momento” cercando di ricreare a scuola un muro. Ci siamo chiesti che cosa rappresenti per noi questo muro e quali parole avremmo potuto associare a questo “abominio” dell’ingegno umano. Tema, quanto mai più attuale!

Anche se il muro di Berlino oggi non c’è più, quanti muri e quante barriere reali, insuperabili e cinte persino da filo spinato esistono, ahimè, ancora al giorno d’oggi? Militari che perlustrano e presidiano, con cani a guinzaglio, le zone limitrofe a questi molossi dell’ingegneria…Sembrerebbe una notizia antica, che non ha più attinenza con il mondo d’oggi… eppure non è così! Riguarda il nostro presente e ci tocca davvero da vicino!

Come poter rimanere indifferenti davanti a tanta disparità e stretta vigilanza? Dov’è finita la libertà dell’uomo?

Popoli diversi e realtà differenti… Siamo partiti dal muro che separava due gruppi di persone, gli “Zighi” dagli “Zaghi”, per raccontare qualcosa di molto significativo.

Di questi gruppi, ogni gruppo aveva una consuetudine diversa sul modo di fare colazione: mentre gli “Zaghi” imburravano il pane dalla parte in alto, i suoi “vicini”, gli “Zighi” lo imburravano dalla parte sotto. Allora i due guardiani del muro cominciano una guerra che non ha mai fine.

Ecco le parole che hanno segnato il nostro muro, le “parole muro”, così le abbiamo chiamate! Vergogna, barriera, disuguaglianza, disprezzo, ombra, divisione…Questo significa per noi erigere un muro e, proprio per questo, abbiamo voluto abbatterlo, ricordando quel lontano giorno di novembre…e lo abbiamo fatto anche noi con un piccone!

Anche noi abbiamo detto BASTA a tutto questo! Basta ad ogni tipo di muro! Non solo a quelli concreti e reali, ma anche a quelli invisibili che si creano tra le persone e le dividono!


Ora però anche noi abbiamo volto lo sguardo altrove…davanti a noi un orizzonte tutto nuovo da scoprire e da condividere: un ponte lungo un sogno! Ed ecco le nostre parole ponte: “unione”, “rispetto”, “uguaglianza”….!”

Grazie a tutti per l’attenzione!

Le classi terza e quinta della scuola primaria “G. Mazzini” di Villesse.


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